Idee e suggerimenti per vivere con lentezza ogni momento, per non farsi prendere dal tempo, per arginare la fretta, per guardare negli occhi, per fare bellezza, per incontrare l’uomo, per non correre dietro al guadagno, per non arrivare primi al traguardo, per guardare meglio il paesaggio, per cogliere luci ed ombre, per chiudere gli occhi, per riposare la mente, per non accettare il comune, per non cedere al tempo, per saper stare soli, per rompere gli argini, per smascherare i dogmi, per celebrare poesia, per restare nudi di fronte alla vita.

 

Fotografare


“Fotografare è un gesto di responsabilità perché trasforma la realtà in una visione individuale. L’usa e getta è una filosofia che nuoce gravemente alla salute, permea di superficialità, costruisce vuoti. È importante lo sguardo quieto. Lentamente mirare, comporre, attendere e rimirare. Darsi il tempo. E fare magari meno scatti. Regalarsi meno ricordi, ma dare profondità di campo. Aprire il diaframma per fare entrare la luce, tutta quella che serve.

Sguardi analogici

Scattate magari in digitale,ma non correte. Oppure restate umani e riabbracciate vecchi rullini, magari in bianco e nero. Date colore solo in trasparenza. E non banalizzate i gesti.

Leggere un libro

Leggere è una responsabilità. Rallenta il vivere quotidiano e popola i  nostri luoghi di racconti. Racconti di vita, trame di storie, spazi comuni. La parola è anima del silenzio. Ascoltare il fruscio delle pagine, assaporarne il profumo, sentirne la vita. I protagonisti vivono nella realtà, quella dell’immaginario, dell’astratto, del metafisico, del simbolico, del metaforico. Non esiste altro al di là di quel piccolo incontro che è il libro. E’ necessario trovare un posto comodo, magari una poltrona con un tè fumante. Oppure il prato primaverile dietro casa nostra o in cima alla collina. L’evasione è il codice di comprensione. Leggere è un diritto e un dovere perchè modifica la società migliorando noi stessi. Allargando vedute e orizzonti. Come se la finestra non bastasse più. E nemmeno gli amici o perfino la fidanzata o il marito. Nel libro rinasci e trovi nuovi sentieri. Nuove comunicazioni. Nel silenzio. Profondo.libri-in-cerchio

Una bicicletta artigianale

Sali e scendi. Fatichi sudi e riposi. Guardi e sguardi il mondo intorno a te. Sorridi al passante. Vedi quel che non potevi vedere. Senti il vento. Non disturbi il tintinnare del picchio sull’abete. Non spaventi il gatto accoccolato sul muro di cinta. Odori l’aria. Ci metti più tempo. Migliori il battito. Sollevi poche foglie d’autunno. Ripensi alla sera prima. Coordini i  movimenti. Saluti la limpidezza del cielo. Sbalordisci le macchine al semaforo. Penetri il freddo. Manovri fra le dita. Ti muovi con leggerezza. Sorridi.

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Osservare l’orizzonte

A volte ci fermiamo su noi stessi. Magari guardiamo il cellulare oppure teniamo d’occhio l’automobilista dal retrovisore. Pensiamo a cosa fare da mangiare a come vestirci a cosa fare domani. L’oggi spesso ci sfugge, indaffarati a pensare simultaneamente a credere in troppi gesti a perdere obiettivi. E’ utile guardare oltre. Sbirciare oltre lo stipite come il monello di Charlie Chaplin. Ampliare lo sguardo e fissare l’orizzonte. Perchè lì si consuma il mistero.

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Sedersi davanti al fuoco

Si sente spesso dire che il fuoco di un camino scalda il cuore. E’ così. Il fuoco è un gesto semplice da riprodurre e non necessita di un camino: si può fare all’aperto, in un prato, in un barbecue, in una stufa, in un bidone di ferro. Il fuoco è democratico, amico di tutti. Fatidiche le immagini dei neri nei ghetti che si scaldano per strada. La gente si siede davanti al fuoco oppure sta in piedi e ne sente il calore sulle mani, magari picchiettandole allegramente. Davanti al camino spesso si vede gente leggere, è l’iconografia degli occhiali e del libro. Eppure il fuoco è fatto per il silenzio. Noi vi invitiamo a sedervi per oziare nel nulla. Sospendere i pensieri, non cercare personaggi di carta, trascendere nelle fiamme i problemi, bruciare i presagi. Semplicemente fare silenzio. Questo è il fuoco.

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Passeggiare nel bosco

“Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto”, così racconta Thoreau della sua esperienza di vita in una piccola casa di legno costruita in autonomia nei boschi vicino al lago Walden, antico luogo sacro agli indiani d’America. Il bosco è essenziale. Parla, ma non con le parole. Si muove ma non con parametri antropologici. Il bosco cresce, nasce seme e muore sfiorando il cielo. Ma lo fa con lentezza, parsimonia, gentilezza.  Accetta tutti, animali insetti e persino esseri umani. Non si sconvolge sotto la tempesta, apre le foglie in dono al sole, schiude fiori colori fruscii. Là c’è una città, ci sono rumori, macchine e vociare, alto vociare, calore di cemento e qualche verde resistenza. Qui puoi camminare. Ci sono sentieri e ci sono vie da tracciare o traiettorie da percorrere anche a caso, senza meta senza fine. Ci si può perdere…forse è proprio importante perdere memorie di sé affrontando il bosco. Perchè il bosco va affrontato, gli si va incontro, lo si ascolta, magari ci si siede sotto un albero, quel vecchio faggio laggiù dal tronco contorto. La corteccia lo contiene, ma se lo abbracci senti ancora il suo suono antico e sacro, il suono della Madre. E un passo segue l’altro, velocemente, si sente solo a far vibrare la terra.

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Filosofare

“Fare il proprio lavoro ogni giorno! Almeno un momento che può essere breve, purché sia intenso. Ogni giorno un ‘esercizio spirituale’, da solo o in compagnia di una persona che vuole parimenti migliorare. Esercizi spirituali. Uscire dalla durata. Sforzarsi di spogliarsi delle proprie passioni, della vanità, del desiderio di rumore intorno al proprio nome (che di tanto in tanto prude come un male cronico). Fuggire della maldicenza. Deporre la pietà e l’odio. Amare tutti gli uomini liberi. Eternarsi superandosi’ G. Friedmann….eternarsi superandosi come lavoro quotidiano. Fermarsi per accorgersi di essere vivi oggi senza ricordare e senza il futuro. Non esagerare la preoccupazione. L’oggi è tutto quel che serve per vivere quietamente. e senza rimpianto….